Michele Caprini
Diffido sommamente delle illuminazioni: la ragione per cui ho incontrato ASVI non ha nulla a che vedere con Paolo di Tarso né con la via di Damasco. Molto più semplicemente, ho combinato una riflessione portata avanti per molto (troppo?) tempo nella mia storia professionale con una rilevante esperienza di Terzo Settore vissuta nella mia famiglia, della quale certo non ho merito. La prima “certificazione” di ASVI mi è arrivata proprio da lì.
Ne è seguita la decisione di avviare un’evoluzione importante, che vuole una premessa precisa e irrinunciabile: non si tratta di esorcizzare un passato (che per me è oltre tutto un presente) e meno che mai di rinunciare a capitalizzarne competenze ed esperienze. Anzi, è proprio l’opposto. Voglio utilizzare ciò che sono e che sono stato (una lunga storia nell’information technology come venditore e dirigente in alcune multinazionali, come piccolo imprenditore, come consulente) per obiettivi radicalmente diversi.
Per chi come me volesse farlo, il modo peggiore è presumere di avere le carte in regola per farlo solo in virtù dell’esperienza, e d’inseguire ansiosamente la “rimozione” di una vita precedente. Al contrario, credo che il patrimonio di competenze e di volontà di ognuno di noi debba essere applicato nel Terzo Settore esattamente nei termini in cui siamo stati da sempre abituati ad agire nella nostra vicenda professionale: cultura organizzativa, sostenibilità economica, orientamento al risultato, unità di misura comuni.
Può sembrare in contraddizione con i fini stessi del nostro agire (o più probabilmente con i nostri desideri), ma credo che non ci sia etica migliore che il perseguimento del futuro con i mezzi del presente: ente per ente, progetto per progetto. Una solida formazione manageriale per il terzo settore è da questo punto di vista indispensabile: non è possibile “inventarsi”, occorre imparare.
Dopo qualche mese di lavoro in comune, posso dire che ASVI è in questo senso la soluzione migliore: per qualità e autorevolezza della proposta didattica, per le opportunità e le relazioni che giustificano da subito l’investimento personale di chi viene “dalle aziende”, per la costruzione di una prospettiva personale.
Michele Caprini








