ASVI

asvi_valutare_qualitaValutare la qualità del non profit e dell’Impresa Sociale. Casi esemplari del Terzo Settore Italiano.
Verso l’investimento sociale efficace. Una guida alla valutazione per gli operatori del settore ed i soggetti Grant Making.

A cura di M. Crescenzi – ASVI Edizioni 2008.

Il volume fa parte della collana “Management” di ASVI, specializzata nel fornire gli strumenti decisionali agli operatori del settore ed ai soggetti grant e policy making.

 

Autore
M. Crescenzi è Presidente di ASVI e tra i principali esperti europei di management delle organizzazioni non profit. Dal 2008 fondatore e coordinatore di Leader2Leader-Leaders per la società civile, il coordinamento dei dirigenti non profit italiani.

 

Destinatari:
Operatori del settore non profit e soggetti grant e policy making, organizzazioni Non Profit, Enti di Formazione ed Università, Soggetti istituzionali.

 

Recensione:
Come rendere più efficaci e qualitative le relazioni tra settore for profit e non profit? Su quali basi gli operatori del nonprofit possono autovalutare la qualità del loro lavoro? È possibile individuare efficaci criteri di valutazione di organizzazioni e progetti predittivi di successo utili per i CSR manager, le fondazioni bancarie e di impresa, massimizzando l’investimento sociale e lasciandosi alle spalle definitivamente finanziamenti a pioggia e filantropia?

A partire dall’analisi di molte centinaia di casi e dal lavoro di ricerca sulle buone prassi svolto dall’Osservatorio di ASVI, si risponde a queste domande in modo semplice attraverso una metodologia scientificamente corretta e di facile utilizzo che permetta di evitare grossolani errori di valutazione e sprechi di denaro.
Nel volume il vivo esempio di 10 casi di eccellenza del terzo settore italiano.

L’ASVI – Agenzia per lo Sviluppo del Non Profit è leader in Europa nella formazione manageriale al nonprofit e sui temi delle buone prassi e della qualità del lavoro.
Istituzione non governativa e non profit (ONLUS) di tras-formazione sociale politicamente e finanziariamente indipendente, ha contribuito con impegno alla professionalizzazione del settore dal 1998. Al network professionale ASVI aderiscono ad oggi oltre 1000 professionisti ed aziende non profit.

 

Tra le altre pubblicazioni ASVI:
Il Manager del non profit, Sperling & Kupfer, 1998,. a cura di M.Crescenzi
Manager e Management Non Profit, La sfida Etica, ASVI ed., 2002, a cura di M.Crescenzi.
Guida Internazionale alle Professioni ed al Lavoro nel non profit, EMI ed., 2005. a cura di M. Crescenzi ed E. Bonacini.

 

Le campagne per le organizzazioni non profit, ASVI, a cura di D. Cavazza, EMI ed., 2006.
pdf_orizPresentazione .PDF
Uno dei casi di eccellenza:
pdf_orizARCI SERVIZIO CIVILE: consapevolezza al lavoro.

 

Acquisto
Pagine 180 – Stampato interamente su carta riciclata – Grafica: A. Nalli – Costo Euro 15,00.
Il volume verrà presentato il 24 Novembre a Milano e sarà da tale data acquistabile on line con uno sconto del 20%, inviando una e.mail con i propri dati (inclusa partita iva o codice fiscale) a: amministrazione@asvi.it.

 

Intervista all’autore

Perché porre ora un problema di valutazione della qualità del non profit?

R:

    Il problema della valutazione della qualità dell’azione “nonprofit” si pone per i “players” che hanno come obiettivo il concorrere ad uno sviluppo sostenibile ed il creare un efficace investimento sociale. Ha quindi direttamente a che fare con l’identità e la maturità sociale dei soggetti in gioco, e le loro strategie di “presenza nel mondo”. Soprattutto in un periodo favorevole alla nascita di fondazioni d’impresa e di “altri soggetti non profit” sia grant che operativi. Se il nonprofit è il “produttore leader” di valore sociale, i diversi pubblici devono poter in qualche modo valutare il valore prodotto. Ciò va a tutto vantaggio sia del non profit che dei soggetti “grant”. Le richieste di trasparenza e di “risultati concreti” stanno notevolmente aumentando in molti diversi pubblici, compresa l’opinione pubblica. Chi non lo comprende, scomparirà senza clamori…

Stiamo andando verso un efficace “investimento sociale” in Italia?

R:

    Non sembra sia ancora così. Laddove un soggetto grant making sia interessato a legittimarsi solo superficialmente presso i propri stakeholders o a “fare marketing” il problema della “qualità” della valutazione non si pone più di tanto, salvo che qualcuno non la sollevi. Persistono ancora ampie forme di finanziamento a pioggia o “amicali” (clientelari o raggiunti grazie a “conoscenze”) e la difficoltà di individuare i soggetti di maggior valore ed accreditamento per gli specifici ambiti d’intervento. Persistono atteggiamenti filantropici, espliciti o impliciti. Ricordiamo che filantropia ed investimento sociale sono due cose molto diverse, la seconda attiene ad un concetto di responsabilità per lo sviluppo, e che Tanzi, Rokfeller ed altri soggetti simili sono stati grandi filantropi….

Cosa pensa della moda dei "premi"?

R:

    Assistiamo negli ultimi tempi alla proliferazione di “premi” di cui anche ad attenta analisi non si scorge il capo né la coda (il non profit che premia il for profit, tutti che premiano il nonprofit…): apparentemente indecifrabili, con premesse metodologie di scelta dei casi e parametri non esplicitati o basati su giudizi totalmente soggettivi e quindi, per forza di cose, quantomeno dubbi. Stesso discorso per le “certificazioni di qualità“…

Preferirebbe più sostanza sembra di capire...?

R:

    Laddove invece il soggetto “grant” si attribuisca uno status “alto” di attore di sviluppo, di “player” significativo per il bene comune, la sua azione si va ad improntare verso l’investimento sociale efficace ed efficiente.

 

    Questo vale specularmene anche per le nonprofit. Il processo di “certificazione della qualità” con le varie ISO perseguito in particolare dalle cooperative sociali e dagli enti di formazione, non ha molto a che vedere con una reale ricerca di qualità. Siamo stati riempiti di enti di formazione supercertificati che hanno “disoccupato” centinaia di migliaia di giovani.

 

    La certificazione di qualità è piuttosto parte di una strategia competitiva interna al nonprofit mediante accreditamento rispetto all’ente pubblico (punteggi maggiori per la partecipazione ai bandi d’affidamento dei servizi).

In che modo quindi invertire la rotta?

R:

    Per far sì che si sviluppi un positivo processo di responsabilizzazione sociale degli attori in gioco… per far sì che essi si centrino sulla qualità ed incisività del loro impatto di miglioramento sociale, è necessario anche migliorare filosofia e metodologia dell’investimento sociale. Le forme di collaborazione. A partire da un rispetto reciproco ed una vivace ma positiva dialettica tra gli attori in gioco. La valutazione è il fattore critico all’interno di questo processo. Il presente libro vuol essere un contributo in tal senso.

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